Tutto sul Canone Rai: Cessazioni e esenzioni, come e per chi?

Tutto sul Canone Rai: Cessazioni e esenzioni, come e per chi?

Qui di seguito affrontiamo la cessazione e le condizioni di disdetta del canone Rai, proviamo ora a vedere i casi di esenzione dal pagamento dell’imposta che riguardano gli ultrasettantacinquenni e i degenti in casa di riposo se invalidi.

Per i primi devono ricorrere alcune condizioni: non devono convivere con persone diverse dal coniuge titolari di reddito proprio e/o che hanno un reddito che unitamente a quello del coniuge non superi per tredici mensilità i 6.713,98 euro, cioè 516,46 al mese.

Per beneficiare dell’esenzione dal canone Rai 2012 bisogna aver compiuto almeno 75 anni entro fine anno. Chi vuole usufruire dell’esenzione per la prima volta e relativamente al secondo semestre del 2012 deve aver fatto 75 anni entro il 31/07/12.

Con il Dpr n. 601/1973 è stata abrogata nel 1974 l’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento per gli invalidi. Solo se l’intestatario è degente presso una casa di riposo, e quindi non vive più nella sua abitazione, può chiedere l’annullamento del canone con una lettera raccomandata indirizzata all’Agenzia delle Entrate:

Direzione Provinciale I di Torino. Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To).

In realtà qui non si vede dove sia l’agevolazione: nel momento in cui una persona non abita più a casa, per condizioni che vanno purtroppo al di là della sua volontà, perché dovrebbe pagare un canone per un servizio di cui non usufruisce?

Qui, su Investire Oggi, c’è il modulo di cessazione, in cui vanno indicati i dati della casa di riposo e il periodo in cui è iniziata la degenza. Secondo un recente studio di un’associazione di contribuenti il canone Rai è l’imposta più evasa dagli italiani. Non lo pagherebbe il 41% delle famiglie e il 97% delle imprese (canone Rai speciale).

In altri casi quando è possibile disdire il canone Rai?

E’ possibile disdire il canone Rai e come? Investire Oggi spiega che quando l’utente non vuole più usare il televisore, senza però disfarsene, può chiedere il cosiddetto suggellamento. In pratica l’utente si impegna a non utilizzare la tv.

Poi la disdetta del canone si può richiedere in caso di cessione, vendita, rottamazione, furto dell’apparecchio, etc., cioè in tutti quei casi in cui l’utente dichiara che la televisione  non ce l’ha più per uno di suddetti  motivi.

La richiesta di disdetta si può fare in qualsiasi mese dell’anno e in caso di decesso dell’abbonato possono interessarsene i familiari. Occorre una lettera, in carta semplice e da spedire tramite raccomandata A/R all’indirizzo:

Agenzie delle Entrate – Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino.

Ricordiamo poi che ci sono sono delle condizioni che permettono di non pagare il canone Rai legalmente e cioè:

-Essere over 75 anni prima della scadenza del pagamento.
-Non convivere con individui diversi dal coniuge che abbiano reddito proprio.
-Avere un reddito massimo, sommato anche a quello del coniuge convivente, non superiore ai 516,46 euro mensili.

Addio canone (cessazione)… sì, ma per chi?

La notizia si può leggere con paia di occhiali differenti: con i primi si vedrà il bicchiere mezzo pieno; con i secondi, quello mezzo vuoto. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che sarà introdotta nel sistema fiscale un’esenzione dal canone Rai per gli ultra settantacinquenni; purtroppo, però, le condizioni per avvalersi dello sconto sono così stringenti da far sorgere qualche dubbio intorno all’effettiva efficacia della misura predisposta.

L’esenzione
Il canone non dovrà essere più pagato per le quote annuali dal 2008 a questa parte. I requisiti per godere dello sconto, tuttavia, sono severissimi: più di 75 anni, un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 6713,98 euro (516,46 per tredici mensilità) e l’obbligo di non convivere con altri che con il coniuge stesso.

Quanti, pur rispondendo ai requisiti previsti per godere dell’esenzione, abbiano già pagato le rate degli anni passati, hanno il diritto di chiedere il rimborso.

Come si calcola il reddito
Per capire se si ci si può avvalere o meno dello sconto, è necessario calcolare correttamente il proprio reddito. A tal punto, l’Agenzia delle Entrate specifica che il limite di 6713,98 euro va calcolato sommando il reddito del soggetto interessato e quello del coniuge convivente, tenendo conto di ogni possibile entrata indipendentemente dal fatto che sia assoggettata a Irpef o meno secondo le regole ordinarie. L’intenzione del provvedimento, infatti, è quella di tutelare chi si trova in reali situazioni di disagio economico.

Come avanzare richiesta
Per avvalersi dell’agevolazione è necessario svolgere qualche passaggio burocratico. Chi è interessato a sfruttare l’opportunità offerta dal provvedimento, deve rivolgersi agli uffici dell’Agenzia per compilare e inviare il modulo di richiesta di esenzione, disponibile anche sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva (accompagnata da documento di identità) che prova il possesso dei requisiti previsti dalla norma (Legge 244/2007). Coloro che fruiscono dell’esenzione per la prima volta dovranno presentare la richiesta entro il 30 aprile di ciascun anno; chi, invece, ne beneficerà a partire dal secondo semestre dell’anno, potrà presentarla entro il 31 luglio, e per il 2010, entro il prossimo 30 novembre. Per le annualità successive, i contribuenti potranno continuare ad avvalersi dell’agevolazione senza dover presentare nuove dichiarazioni. Chi, invece, nel corso dell’anno attiva per la prima volta un abbonamento al servizio radiotelevisivo, deve inviare la dichiarazione entro 60 giorni.

Chi avesse qualche dubbio in proposito alla propria posizione o desiderasse ulteriori delucidazioni, può contattare l’Agenzia al numero unico 848800444.

Fonte: soldiblog

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